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martedì 17 gennaio 2012

Si poteva evitare

Doveva navigare a 4-5 miglia dalla costa, invece era a  soli  15o metri. Gli scogli dell'Isola del Giglio sono presenti su tutte le carte nautiche ed è andata a sbatterci contro. Per la nave Concordia della Costa Crociere, nella notte tra venerd' 13 e sabato 14) é stato un po' come per il Titanic (quest'anno tra l'altro ricorre il centenario di quella terribile tragedia), solo che gli scogli stanno lì fermi e non si muovono come gli iceberg.
Risultato? Finora sette morti, 29 dispersi (che difficilmente saranno ancora vivi) e una nave grande e bellissima che poteva ospitare più di 4000 persone (tra equipaggio e passeggeri) che giace davanti all'Isola del Giglio rovesciata su una fiancata con uno squarcio da cui fuoriesce carburante che rischia di inquinare il mare tra le isole dell'arcipelago toscano. Sarebbe un vero disastro, non solo ambientale, ma anche economico visto che queste belle isole basano gran parte della loro economia sulla pesca e sul turismo balneare.
Errore umano? Molto di più.
Si tratta di vera e propria mancanza di responsabilità. Chi comanda la nave è responsabile di tutte le persone a bordo e non deve avere comportamenti sconsiderati (che vuol dire il saluto all'isola? bastava un fischio da lontano!). Inoltre, in caso di incidenti, il comandante deve essere l'ultimo ad abbandonare la nave, non il primo a scappare perché ha capito di aver combinato un guaio bello grosso. Il commissario di bordo si è occupato di mettere in salvo molti passeggeri e quasi ci rimetteva la vita.
Sono errori che costano cari e che certamente si potevano evitare...

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